Chi siamo e i nostri valori

La Schola dell’Hospitale dei pellegrini SS. Pietro e Paolo è un’associazione onlus che persegue finalità di promozione sociale e di formazione professionale, dando ai giovani, la fascia più debole del mercato del lavoro, l’opportunità di visibilità, mentoring e consulenza in modo gratuito. Per quanto riguarda la visibilità: ai giovani selezionati diamo la possibilità di presentare la propria professionalità e il proprio progetto lavorativo attraverso eventi presso la nostra sede, pubblicazioni ad hoc e spazi dedicati sul nostro website. Per la parte di consulenza e mentoring invece, mettiamo a disposizione la nostra competenza e il nostro patrimonio di esperienze nel consigliare i giovani talenti nel muovere i loro primi passi nel mondo del lavoro. Tutto ciò, permette ai giovani selezionati di compiere un effettivo salto di qualità nella formazione della propria professionalità e inserimento di questa nel mercato del lavoro in modo mirato e gratuito.

La presentazione di chi siamo non può essere disgiunta dai VALORI che sono alla base del rinato Hospitale dei pellegrini. Perché sono i valori comuni che ci hanno fatto incontrare e che ci spingono a sostenere questo progetto:

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• Il viaggio:

sicuramente il luogo ha influito, le tracce di sette secoli di viandanti hanno lasciato il segno. Oggi il viaggio noi lo intendiamo come il percorso che ogni giovane deve fare per trovare la propria affermazione nel mondo del lavoro e sociale, un viaggio che per molti vuole dire andare fuori dall’Italia, noi vogliamo che sia un «emigrazione intelligente» in cui la persona non si senta cacciata dal proprio Paese; ma che esplori le opportunità del mondo senza perdere i legami con l’Italia per poter un giorno riportare conoscenza e, per alcuni, programmare il ritorno.

• La contaminazione culturale:

siamo convinti che una delle grandi impronte della cultura italiana sia la capacità di creare innovazione dal confronto di diverse culture, non solo provenienti da regioni diverse, ma anche dal coniugare la tecnica con l’arte, il sapere umanistico con quello tecnico. Per questo accogliamo non solo ragazzi italiani , ma anche ragazzi stranieri che abbiano assorbito parte della nostra cultura ed a tutti proponiamo la sfida di lasciarsi contaminare da un altro sapere.

• Il segno:

come i pellegrini lasciavano segnali per la via in modo che altri potessero seguire le loro orme e raggiungere la meta, così il nostro scopo è una attività di mentoring che chiediamo non solo agli amici che hanno già raggiunto il successo professionale o artistico in Italia o all’estero, ma è anche l’unico debito di onore che chiediamo ai ragazzi che transitano dall’Hospitale: consigliare e supportare chi dopo di loro si accingerà a percorrere gli stessi sentieri.


Maurizio Prete

Il mio Progetto era di conoscere le culture del mondo, imparare a confrontarmi con persone che avevano lingua, storia e costumi differenti dai miei. Sono cresciuto a Bari dove mi sono laureato in ingegneria, ho lasciato la casa paterna 10 giorni dopo la laurea e ho incominciato a lavorare in Europa ed in Nord Italia, ho lavorato per multinazionali tedesche, italiane, americane, russe. Ho fatto il manager, il consulente e l’imprenditore. Ho gestito aziende, stabilimenti e presieduto consigli di amministrazione in tutto il mondo, oggi sono amministratore delegato di un gruppo industriale.


Debora Sinibaldi

Sono nata a Firenze – diplomata Accademia di Belle Arti, pittura. Non avevo una chiara intenzione di fare l’artista ma sicuramente ho sempre pensato di “dover” fare un lavoro creativo e per caso e per fortuna ho incontrato la moda, proprio negli anni del fiorire del Made in Italy. Ho quindi vissuto e lavorato come fashion designer prima a Milano, poi New York e Parigi, poi di nuovo a Milano. Adesso collaboro con la Christian Dior di Parigi ed da qualche anno sono Visiting Professor al F.I.T. di New York e al Politecnico di Milano. Vivo a Milano con tre figli, due gatti, un cane.


Riccardo Pietrabissa

Sono professore al Politecnico di Milano e lavoro anche all’Università di Brescia, al CNR e collaboro con altre università e enti di ricerca.  Sono rimasto all’università perché affascinato dal mondo della ricerca, perché sono curioso e mi piace stare nei laboratori, perché all’università le persone che incontro cambiano continuamente ma hanno sempre circa vent’anni. Da molti anni mi occupo dei processi che generano impatto socio
economico della ricerca pubblica. Sono pisano, vivo a Milano con mia moglie pisana. Abbiamo tre figli milanesi. Sono convinto che l’italia sia un grande paese e che dobbiamo insieme farlo diventare una meta per i giovani di talento.